Questa è l'ultima nata delle rubriche del Roostastyle, è una rubrica molto interessante e dal
contenuto semplicemente informativo. Con queste righe non intendiamo cambiare il mondo e convincere
tutti voi a boicottare queste multinazionali, vi diamo semplicemente la possibilità di sapere cose
che altrimenti nessuno vi direbbe. Non ci professiamo eroi del mondo alla ricerca di un cambiamento
radicale, vogliamo solo raccontarvi che cosa c'è di sbagliato secondo noi e non solo.
Da soli non possiamo cambiare il mondo ma tutti insieme possiamo iniziare a pensarci seriamente.
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Coca-Cola al gusto dell'Ingiustizia Sociale
Multinazionale USA nata nel 1891. E’ in assoluto il logo che vale di più nel mondo.
Ottavo gruppo alimentare del mondo, ha filiali in più di trenta paesi, produce 300 marchi differenti
presenti in 200 paesi. Fattura circa 20 miliardi di dollari (2001) e, insieme a Cola Cola Enterprises,
impiega 56.000 lavoratori (2002)..... continua
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Sai cosa stai mangiando?
McDonald's spende ogni anno oltre 1,8 miliardi di dollari in tutto il mondo in pubblicità e
promozioni provando così a costruirsi l'immagine di una compagnia "verde" e "attenta" che è
anche un posto divertente dove mangiare. I bambini vengono attirati dentro (trascinandosi i
genitori dietro di loro) con la promessa di giocattoli continua
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Just do it, fallo e basta!
Lo slogan di Nike "JUST DO IT!" FALLO E BASTA è anche il rapporto di lavoro che vige
nelle fabbriche Nike in Indonesia e negli altri paesi dell'estremo oriente. Nelle fabbriche
Nike vigono le più dure condizioni di lavoro; Le fabbriche Nike sono dei veri gironi infernali
dove i bambini sono costretti a lavorare continua
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Il fornitore di McDonald's in Europa
Gli hamburger McDonald's sono forniti dalla Cremonini. Così come la carne che si mangia
da Autogrill, Burger King, o nelle mense Sodexho. La Cremonini rifornisce i
supermercati Coop, Auchan, Gs, Pam, Metro, Carrefour. Catene alberghiere come Sheraton,
Club Mediterranèe, Jolly Hotel e i ristoranti.... continua
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Insieme possiamo cambiare!
I consumatori hanno nelle loro mani un grande potere:
quello di decidere quali prodotti comprare e quali no.
Oggi è possibile consumare prodotti "puliti": prodotti, cioè, nel rispetto delle persone e dell'ambiente.
Ed è possibile boicottare quelle aziende che non rispettino criteri etici di produzione.
Il sistema sta in piedi grazie ai nostri consumi... perche' non usare questo potere di voto, che esprimiamo ogni volta che scegliamo un prodotto dallo scaffale di un supermercato, per indirizzare i nostri soldi verso prodotti eticamente compatibili?
Diventando consumATTORI, spingiamo le aziende a cambiare strategia di produzione
e garantire il rispetto dei lavoratori e dell'ambiente.
Il perchè del boicottaggio
Il boicottaggio e' l'astensione organizzata dall'acquisto di uno o piu' prodotti di un'impresa o di una nazione allo scopo di indurre il produttore ad abbandonare le pratiche inopportune (sfruttamento manodopera minorile, repressione/omicidio dei sindacalisti, lavoratori sottopagati, sottoposti a turni massacranti, nessun rispetto per la salute, ecc.).
Il boicottaggio, che e' l'arma piu' potente a disposizione dei consumatori, ed e' un provvedimento estremo e spesso efficace (vedi Nike o Del Monte).
L'ESPERIENZA DIMOSTRA CHE DOVE I CONSUMATORI SI FANNO SENTIRE, LE IMPRESE SONO DISPOSTE A CAMBIARE, NON PERCHE' SI CONVERTONO ALL'AMBIENTE E ALLA GIUSTIZIA, MA PERCHE' NON VOGLIONO PERDERE QUOTE DI MERCATO.
Un pò di storia
Il termine "boicottaggio" deriva dal nome del capitano Charles Boycott, un inglese della fine dell'ottocento, proprietario in Irlanda di molte terre, noto per la sua prepotenza.
All' epoca, i contadini irlandesi subivano molti sprusi da parte dei proprietari inglesi: le terre venivano confiscate, le case distrutte, i salari erano da fame. Nel 1878, durante una carestia, si ebbe un aumento degli sfratti contro cui i contadini si organizzarono nella "Lega della terra". Nell'estate del 1880 il capitano Boycott mando' i suoi affittuari a mietere l'orzo, ma invece di offrire la paga regolare di 62 centesimi al giorno, ne offri' 32. Gli affittuari si rifiutarono di lavorare e la famiglia Boycott tento' di mietere il raccolto essa stessa, con l'aiuto dei propri domestici. Dopo poche ore, tuttavia, la signora Boycott imploro ' gli affittuari di rimettersi al lavoro. Questi accolsero la richiesta, ma contemporaneamente ricevettero l'avviso di sfratto.
La reazione fu immediata: in una riunione convocata d'urgenza, tutti decisero di interrompere le prestazioni per la famiglia Boycott.
Boycott chiese aiuto alle autorita' per mietere il grano.
La posizione di isolamento verso Boycott fu ufficializzata dal reverendo O'Malley: "Se un usurpatore di terre viene nella vostra citta' e vuole vendervi qualcosa, non fategli del male, ne' minacciatelo: ditegli semplicemente che sotto la legge inglese egli ha il diritto di vendere la sua merce, ma aggiungete che la legge britannica non vi obbliga a comprare niente da lui, e cosi' farete finche' vivrete".
Altro esempio storico dei primi boicottaggi: nel 1792 trecentomila persone aderirono al boicottaggio dello zucchero ottenuto con il lavoro degli schiavi. 519 petizioni furono presentate alla Camera dei comuni, che la indussero a decretare la fine della schiavitu'. Tuttavia e' in epoca moderna che il boicottaggio si e' affermato per iniziativa del sindacato degli Stati Uniti.
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